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Bitcoin e yen si muovono insieme: la correlazione che spiazza il mercato

La correlazione a 52 settimane tra BTC/USD e USD/JPY scende a -0,90: un segnale raro che ridimensiona la narrativa sul carry trade in yen.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin e yen si muovono insieme: la correlazione che spiazza il mercato

Bitcoin è tornato al centro dell’attenzione non per un nuovo massimo, ma per il legame sempre più stretto con il cambio dollaro-yen. CoinDesk ha riportato che la correlazione mobile a 52 settimane tra BTC/USD e USD/JPY è scesa a -0,90, una lettura rara che mette in discussione la spiegazione più diffusa sul carry trade in yen. Il token scambia a 59.424,16 dollari, in calo dell’1,23% nelle ultime 24 ore.

Il dato indica una relazione inversa molto forte: quando USD/JPY sale, segnalando debolezza dello yen contro il dollaro, BTC/USD tende a scendere; quando il cambio arretra, Bitcoin tende invece a rafforzarsi. In termini pratici, nelle ultime 52 settimane BTC e yen si sono mossi spesso nella stessa direzione contro il dollaro, un comportamento non abituale per un asset digitale così volatile. Per chi segue il mercato con un approccio di lungo periodo, anche nella prospettiva di comprare Bitcoin, il punto centrale è che il cambio valutario sta entrando con più forza nella lettura macro del settore.

CoinDesk ha indicato anche che il quadrato della correlazione porta a un R2 vicino a 0,81, cioè una quota statisticamente rilevante della variazione settimanale di BTC/USD risulta associata ai movimenti di USD/JPY. È un numero da trattare con cautela, perché correlazione non significa automaticamente causalità. Tuttavia, rispetto alle normali correlazioni tra BTC e le principali coppie valutarie, spesso instabili e comprese in fasce molto più contenute, il segnale è abbastanza anomalo da interessare anche chi usa una guida al trading di criptovalute per leggere i movimenti di mercato.

La narrativa tradizionale del carry trade in yen racconta un meccanismo diverso: gli investitori prendono a prestito yen a basso costo e impiegano il capitale in asset con rendimenti più alti o maggiore propensione al rischio. In questa lettura, un rafforzamento dello yen potrebbe innescare chiusure forzate delle posizioni e pressione sugli asset rischiosi, incluse le criptovalute. La correlazione negativa segnalata da CoinDesk suggerisce invece che, almeno nell’ultimo anno, BTC non ha seguito in modo lineare quel copione.

Il tema arriva in una fase già delicata per il mercato delle criptovalute. Nei giorni scorsi avevamo segnalato la fragilità di Bitcoin a fine trimestre, tra prese di profitto, debolezza dei token minori e attenzione agli ETF. In parallelo, il caso Strategy resta un fattore psicologico importante: la società ha annunciato riacquisti fino a 2 miliardi, mentre il dibattito sul suo tesoro in BTC continua a pesare sulla percezione degli investitori.

La lettura valutaria non trasforma Bitcoin in una valuta rifugio, ma rafforza l’idea che il prezzo sia sempre più sensibile alla combinazione tra dollaro, liquidità globale e aspettative sui tassi. Anche il dibattito sulla Federal Reserve resta quindi centrale, come mostrato dall’analisi sul rischio di una stretta senza rialzo del tasso ufficiale. Per il mercato, la domanda ora non è solo dove andrà BTC, ma quale variabile macro stia davvero guidando la prossima fase.

Fonti - CoinDesk

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