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NVIDIA difende i finanziamenti all’IA: Huang prova a spegnere il timore bolla

Jensen Huang difende il sostegno finanziario di NVIDIA all’ecosistema IA dopo i conti, mentre crescono i dubbi sulla domanda reale.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
NVIDIA difende i finanziamenti all’IA: Huang prova a spegnere il timore bolla

NVIDIA torna al centro del dibattito a Wall Street non solo per i risultati trimestrali, ma per il ruolo sempre più ampio nel finanziamento dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Jensen Huang ha difeso la strategia del gruppo, sostenendo che il rischio legato al sostegno finanziario ad altre società del settore resta contenuto. CNBC ha riportato che Huang è intervenuto mercoledì dopo la pubblicazione di conti superiori alle attese, respingendo le critiche secondo cui gli investimenti del gruppo servirebbero a gonfiare la crescita dei ricavi.

Il titolo scambia a 227,98 dollari, in rialzo dell’8,74%, in una seduta che si inserisce nel solco dei conti sopra le attese già analizzati alla vigilia. Il punto più delicato riguarda la dimensione dei capitali richiesti dalla nuova generazione di imprese dell’IA. Secondo CNBC, Huang ha spiegato che molte società impegnate nello sviluppo e nella distribuzione di modelli avanzati hanno bisogno di miliardi di dollari già nelle fasi iniziali e di decine di miliardi per raggiungere la redditività, un profilo molto diverso da quello delle precedenti ondate tecnologiche.

PitchBook ha indicato che il gruppo, valutato 5.500 miliardi di dollari, ha sostenuto quest’anno una società emergente circa ogni cinque giorni, partecipando a operazioni per 266 miliardi di dollari fino a metà agosto. La cifra fotografa un’espansione che va oltre la normale attività di investimento strategico e che rafforza la presenza del produttore di chip lungo tutta la filiera dell’IA. La strategia comprende sviluppatori di modelli come OpenAI e Anthropic, ma anche fornitori di capacità di calcolo che affittano infrastrutture basate sui suoi chip.

CNBC ha indicato anche l’uso della forza di bilancio per sostenere progetti di centri dati, incluso un impegno da 105 miliardi di dollari per un grande polo di calcolo in Ohio. La questione è sensibile perché una parte del mercato teme un circuito chiuso: il produttore finanzia società che, a loro volta, acquistano capacità di calcolo alimentata dai suoi chip. È lo stesso nodo emerso nelle ultime settimane attorno all’espansione dell’IA aperta, come nel caso del focus su Hugging Face, dove l’accesso agli strumenti e all’infrastruttura resta una leva competitiva decisiva.

Per gli investitori, il tema non è soltanto la crescita dei ricavi, ma la qualità della domanda e la sostenibilità dei rendimenti sui nuovi impianti. I dubbi sui costi dell’IA erano già emersi nel nostro approfondimento sui conti e le infrastrutture sotto esame, mentre la copertura di alcune posizioni corte tramite opzioni ha aggiunto un ulteriore elemento di prudenza, come raccontato nel caso Burry prima dei risultati. Il rialzo del titolo mostra che il mercato, per ora, continua a premiare la capacità del gruppo di trasformare la domanda di IA in ricavi e margini.

Ma la difesa pubblica di Huang segnala che il confronto si sta spostando su un terreno più complesso: non solo vendere chip, ma finanziare un ecosistema ad altissima intensità di capitale, come emerso anche nel rally seguito ai conti.

Fonti - PitchBook

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